Itinerario del Giappone in compagnia di Luisa

Eccoci quest’oggi con un nuovo estratto di viaggio. Una nuova esperienza vista con gli occhi di Luisa: visitare il Giappone. Una breve ma sincera intervista su un Paese dall’altra parte del mondo immerso in una cultura ancora oggi misteriosa, affascinante e al tempo stesso contrastante.

Mi chiamo Luisa, sono laureata in storia dell’arte islamica, da qui la mia passione per i viaggi alla scoperta delle meraviglie architettoniche sparse per il mondo, in particolare in Oriente. Ho aperto una pagina instagram “viaggiare il mio peccato” per condividere le foto dei miei viaggi e alcuni suggerimenti di lettura. Già il titolo è un omaggio al libro di Agata Christie, in cui racconta la sua permanenza in Medio Oriente accanto al marito archeologo…insomma la summa di tutto ciò che amo!

.Quando e quali mete hai visitato in Giappone? Quale periodo consigli per visitare questo affascinante Paese? Ho visitato il Giappone a gennaio, per due settimane. Sicuramente il freddo (temperatura media 5 gradi) rende l’esperienza a volte un po’ difficile ma gli aspetti positivi sono che c’è un po’ meno gente per la visita ai templi e ai luoghi più turistici (attenzione non dico che non ci sia folla..ma un po’ meno!) e fare un bagno termale caldissimo all’aperto quando è freddo è meraviglioso! La primavera senz’altro deve essere il periodo più bello per ammirare i ciliegi in fiore, ma è anche quello più caro e affollato, per cui si rischia di non godersi l’esperienza. Oltre a Tokyo ho visitato nei dintorni Nikko, poi mi sono spostata a Kyoto, a Kinosaki che si trova tra le montagne ed è famosa per i sui onsen, poi Hiroshima e Miyajima e infine ritorno a Tokyo.

.Parlaci di Tokyo. Un tuo sincero parere tra cosa ti è piaciuto di più di questa metropoli e cosa proprio non ti è piaciuto Tokyo merita sicuramente una visita ma dopo un qualche giorno ho sentito il bisogno di scappare via! Il fatto che ci sia un solo polmone verde in tutta la città la dice lunga sullo stato di salute dell’aria…potete vederlo salendo per esempio nel Bunkyo Civic center e vi renderete conto di cosa parlo… Comunque ci sono anche quartieri dove non vi sentirete immersi in un video gioco, tra i quali gironzolare in tranquillità come il quartiere Shimokitazawa, che è una vera chicca per gli amanti del vintage.

veduta di Tokyo

.So che oltre a Tokyo hai avuto modo di visitare altre città del Giappone. Potresti descrivercele? Kyoto con il suo quartiere Gion, famoso per la tradizione delle geishe vale sicuramente un viaggio. L’atmosfera è rilassata, le case basse, ci sono degli scorci davvero magnifici e con un po’ di fortuna si possono incontrare donne in abiti tradizionali. Ho scelto di fare la mia  esperienza in un tradizionale riokan a Kinosaki onsen, un piccolo villaggio tra le montagne, famosa stazione termale vicino Kyoto. Rigenerata sono partita verso Hiroshima. L’unica attrattiva della città è ovviamente la zona che ricorda lo scoppio della bomba atomica, davvero toccante. Poi mi sono imbarcata per la piccola isola di Miyajima, che consiglio a tutti perché i suoi templi tra la natura sono i più belli che ho visitato e poi perché potrete assaggiare delle ostriche magnifiche! Infine ho visitato Nikko, a 120 km da Tokyo tra le montagne, in cui sorge una vasta area sacra buddhista davvero suggestiva.

.Nel tuo viaggio hai avuto modo di rapportarti con la cultura giapponese? Quali sostanziali differenze hai potuto percepire tra la loro cultura e quella nostra italiana? Andare in Giappone è come visitare un altro pianeta! Nessun paragone è possibile. Quello che mi ha colpito, rispetto ai tanti viaggi che ho fatto, è che i giapponesi non sono minimamente interessati agli altri…un po’ per timidezza un po’ perché sono focalizzati sul lavoro, non si sentono di dover fare conversazione con uno straniero. Mi hanno colpito anche i bambini che la mattina vanno a scuola nelle loro belle divise e non parlano, urlano, saltano o si fanno scherzi come fanno i loro coetanei italiani e questo mi ha molto intristito. Si sente il peso di una cultura che fa del lavoro e del dovere la sua ragione di esistere. D’altra parte però è un popolo che ha un profondo rispetto per la cosa pubblica, per cui è tutto pulitissimo, si rispettano le file, nessuno spinge per entrare nelle metro affollate, la criminalità non esiste per cui girare la sera è un piacere.

.I giapponesi sono noti per la cura e il rispetto nei confronti della natura e la meditazione. Hai fotografie di giardini giapponesi e templi? Cosa hai da dirci a riguardo? I giardini sono splendidi e sono incantata dal modo che hanno di potare i pini, che hanno delle forme davvero caratteristiche e affascinanti. Però non parlerei di rispetto per la natura. La natura viene modificata e ricostruita secondo i canoni estetici giapponesi, pensiamo all’arte del bonsai,  ma rispettata proprio no e ti faccio degli esempi banalissimi: La raccolta differenziata non esiste, le case non sono minimamente isolate termicamente e vengono riscaldate ad energia elettrica (nucleare) con una dispersione del calore incredibile, al supermercato tutto è porzionato e in micro imballaggi di plastica (ti sfido a trovare una confezione da 1 kg di zucchero!)…non troverai nessuno spazio incontaminato  e libero da costruzioni, qualsiasi paesaggio, anche quello del Monte Fuji presenta tracce dell’uomo e del suo passaggio. Per approfondire questo aspetto del rapporto tra i giapponesi e la natura ti consiglio il libro “Giorni giapponesi” di Angela Staude, moglie di Terzani

Interno di giardino e carpe Koi

.Ti prego, parlaci del sushi! Del vero sushi. Un viaggio in Giappone è prima di tutti un’esperienza culinaria incredibile. Il posto più famoso per apprezzare il sushi è il mercato del pesce di Tokyo  e l’esperienza sicuramente non deluderà, ma quello che ci tengo a precisare è che la cucina giapponese non è solo sushi e purtroppo in Italia tanti piatti che ho scoperto non riuscirò più ad assaggiarli. Il cibo di strada è fantastico ed economico e d’inverno si riesce ad apprezzare il magico mondo del miso e del ramen. Io non avrei mai pensato di poter dire che quello che noi definiamo un semplice “brodo” possa avere delle sfumature di sapore così incredibili. E per finire permettimi di fare l’elogio dell’Okonomiyaki, soprattutto nello stile di Hiroshima…una delizia che tutti gli appassionati di cucina dovrebbero assaggiare!

.Quanto hai speso in totale, compreso il volo, per i tuoi 15 giorni di viaggio? Non so se mi crederai ma ho speso 2000€! Il volo Alitalia Roma-Tokyo a/r è costato 400€, ho comprato in Italia l’abbonamento per  tutta la linea ferroviaria che include anche alcune tratte della metro di Tokyo (Japan Rail pass), poi ho investito in un router portatile che si compra online prima di partire e si ritira in aeroporto. Questo è indispensabile per essere viaggiatori indipendenti, poiché consente di essere connessi durante tutta la permanenza e muoversi quindi agevolmente tra fermate del treno/metro  e le strade delle città. Mangiare è davvero economico, una bella cena di sushi l’abbiamo pagata sui 30-40€. In rapporto è molto caro bere the e farsi una birretta al bar, anche se giapponese. Per dormire, grazie al periodo scelto i costi sono contenuti e mi sono affidata a booking. Gli spazi in Giappone si sa che sono molto ristretti ma è altrettanto vero che gli standard di pulizia sono elevati. A Kyoto invece mi sono affidata ad airbnb poiché volevo assolutamente dormire nel quartiere di Gion, ma senza spendere una fortuna! Sempre per il problema degli spazi i giapponesi amano disfarsi delle loro cose per cui suggerisco di fare un giro nei vari mercatini dell’usato che possono riservare delle sorprese!

.Il tuo viaggio in Giappone riassunto in 3 parole positive e 3 parole negative.

Fascino

Rispetto

Mistero

Alienante

Inquinato

Freddo (emotivamente e fisicamente!)

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