@Ti porto via con me, tra sogni, Asia e tanta voglia di vivere

Giulia e Ale, coppia da zaino in spalla e creatori del blog ti porto via con me hanno deciso di vivere la loro vita nel loro massimo ideale: mollare tutto e andare alla scoperta dell’Asia. Hanno lasciato rispettivamente i loro appartamenti, hanno mollato il loro lavoro da contratto indeterminato, famiglia e amici per immergersi in un’avventura che profuma davvero di libertà.

Nutrono grande passione per l’India per la Birmania e Sud Est Asiatico, amano lo street foot e le esperienze local. Tra queste ci descrivono due progetti di volontariato a cui hanno partecipato

Ciao Valentina, grazie per ospitarci sul tuo blog. Piacere, siamo Giulia e Ale due ragazzi che nel 2019 hanno deciso di dare una svolta alle proprie vite. Prima del grande cambiamento avevamo due vite che si possono definire classiche. Lavoravamo da dieci e quindici anni nelle stesse aziende con un contratto a tempo indeterminato. Entrambi, prima di conoscerci, avevamo comprato un appartamento. Un percorso definito normale dalla società ma che ad un certo punto si è incrinato.

Ora chi siamo? È passato poco più di un anno e mezzo da quando siamo partiti ma possiamo dire che sicuramente sono cambiate tante cose in noi. Ora siamo due persone felici della vita che stanno vivendo, stiamo tracciando un percorso che sentiamo nostro. Sicuramente ora abbiamo molta più consapevolezza di noi stessi.

Qual’è stato l’input, la chiave di volta o la goccia che ha fatto traboccare il vaso al fine di mollare tutto e partire? Avete pianificato il viaggio del 2019 che vi ha cambiato la vita o siete partiti all’avventura?

Non c’è stato un evento preciso che ci ha fatto dire “ok, è il momento di mollare tutto e partire”. Ci siamo conosciuti a giugno 2018 e ad ottobre abbiamo preso la decisione. Eravamo entrambi stanchi delle nostre vite precedenti e il conoscerci e avere gli stessi obiettivi nella vita ha reso tutto possibile.

Era una scelta che avevamo dentro di noi da tanti anni. Stavamo vestendo panni che ci stavano stretti. I nostri lavori non ci soddisfavano più e avevamo la sensazione di essere trascinati all’interno di un circolo di cui non ci sentivamo più parte.

Abbiamo scelto l’Asia perché era un continente che ci affascinava e avevamo esplorato poco. Siamo partiti da Bali perché c’era il volo più economico, oltre ad avere un clima ottimo in quel periodo, e senza un itinerario preciso. Ci piace viaggiare lentamente e cerchiamo di immergerci nel paese che ci ospita. Tutte le nostre scelte sulle destinazioni sono state prese in base al budget sicuramente ma, come è capito per la Birmania e India, seguendo anche il cuore.

volontariato in Birmania fotografie di @tiportoviaconme

Parlateci del vostro sito

Il nostro blog, www.tiportoviaconme.it, è nato il giorno in cui siamo partiti. Il 22 Agosto del 2019. È un luogo tutto nostro, intimo, dove cerchiamo di descrivere le esperienze in viaggio e di dare dei consigli sui luoghi visitati. Oltre al tema viaggio trattiamo anche quello del nostro cambiamento di vita e del volontariato, che come sai è molto importante per noi. Abbiamo pensato al nostro blog come un luogo dove i viaggiatori zaino in spalla possono cercare consigli e mete, un diario di viaggio dove prendere ispirazione e conoscersi

I vostri viaggi si sono centralizzati soprattutto in India e Sud Est Asiatico. Pensate di cambiare rotta?

No, al momento non pensiamo che cambieremo destinazione. Abbiamo ancora così tante da vivere ed esplorare nel Sud Est Asiatico che vogliamo godercele con calma.

Qual’è il paese più economico che avete visitato? Come fate a mantenere fisso il budget giornaliero di euro 10 durante i vostri viaggi?

Nei dieci euro al giorno sono comprese le spese di tutti i giorni, come cibo, trasporti, visite e pernottamenti, mentre abbiamo considerato a parte l’assicurazione e il volo dall’Italia.In Asia non è difficilissimo viaggiare con un budget basso se si sceglie di dormire in ostelli e piccole guesthouse e di mangiare molto street food, che noi adoriamo.

Una stanza doppia in una guesthouse costa circa 3/4 euro a testa e per mangiare spendevamo da meno di 1€ fino a 3€ circa sia per pranzo che per cena. Il resto del budget andava per i trasporti, molto economici se si scelgono i mezzi pubblici, o per le visite.Ovviamente parliamo di un viaggio medio/lungo, dove puoi permetterti di avere ritmi un po’ più lenti. In una vacanza di 15 giorni in cui saranno concentrati molti trasporti, attività, escursioni, si può considerare un budget un po’ più alto.Dobbiamo dire che non abbiamo mai faticato tantissimo. Sicuramente bisogna sapersi adattare e in zone più turistiche come Bali abbiamo fatto più fatica. Ma se un giorno sforavamo il budget, nei giorni successivi cercavamo di spendere meno per compensare.Il paese più economico è stato l’India. Qui purtroppo non abbiamo viaggiato perché abbiamo dovuto trascorrere un lockdown di diversi mesi a Varanasi, però possiamo dire che sicuramente è uno dei paesi più economici in Asia.

Avete consigli lampo per risparmiare in viaggio?

La cosa principale e più importante per risparmiare è sapersi adattare. Questo non significa dormire e mangiare in posti non dignitosi anzi, noi abbiamo sempre trovato sistemazioni carine. Magari a volte non avrai l’acqua calda, altre un letto comodissimo o l’aria condizionata. Il costo della vita in Asia è basso e con pochi accorgimenti si riesce a mantenere un budget limitato.

Sicuramente è importante anche viaggiare con i mezzi pubblici locali piuttosto che con gli shuttle turistici, o dormire in piccole guesthouse, o ancora utilizzare Couchsurfing e mangiare steet food. La maggior parte di questi accorgimenti, oltre a fare risparmiare, avvicina anche alla vita locale, dando modo di conoscere meglio la cultura e la vita di tutti i giorni del posto.

Considera che quando si viaggia con un budget limitato fa la differenza ogni singolo euro risparmiato.

Parlateci delle vostre esperienze di volontariato in Myanmar e Malaysia. Sono esperienze da vivere in coppia o le consigliate anche ai viaggiatori in solitaria?

Il volontariato è parte fondamentale del nostro viaggio. In Malesia abbiamo trovato un rifugio per cani e gatti tramite un sito di sharing economy chiamato Helpx. È molto simile a Workaway: ci si iscrive e con un piccolo contributo annuale (circa 20 euro se si è in coppia) e si possono trovare lavori in cambio di vitto e alloggio. Ed è così che abbiamo trovato il Langkawi Lassie, sull’isola malese di Langkawi. Un’esperienza durata tre settimane che ci sentiamo di consigliare a tutti. Era la nostra prima volta come volontari in un canile, non sapevamo cosa aspettarci ed è stato straordinario. Ogni giorno lavoravamo circa cinque/sei ore, tra portare a spasso i cani, giocare con loroe lavarli. Siamo entrati subito in sintonia sia con gli altri volontari che con gli amici pelosetti.

In Myanmar invece abbiamo fatto volontariato nel centro di Thabarwa, vicino Yangon. Lo abbiamo conosciuto per caso parlando con un altro viaggiatore È tutto molto semplice: si può andare al centro senza avvisare nessuno, ci si presenta, si viene registrati e si inizia a lavorare.

Vitto e alloggio sono gratuiti anche qui (viene chiesta solo una piccola offerta volontaria giornaliera che i volontari usano per comprare l’occorrente e preparare la cena) e si presta volontariato al centro che ospita persone che hanno problemi fisici più o meno gravi. Il primo impatto con questo centro è stato abbastanza forte, nonostante avessimo già avuto esperienze simili a Calcutta. Non si è mai del tutto pronti a vedere persone che non stanno bene ed hanno bisogno d’aiuto.

Come in tutti i posti dove si fa volontariato il nostro consiglio è quello di entrare in punta di piedi, osservare e chiedere a chi è lì da più tempo. Ci vogliono alcuni giorni infatti per ambientarsi e capire come lavorare in un posto e per prendere confidenza con le persone. E sicuramente le esperienze di volontariato sono consigliatissime sia a viaggiatori soli che in coppia senza distinzioni, arricchiscono sempre.

Tantissime persone di fermano sull’idea che Paesi al di fuori dell’  Europa sono veramente pericolosi, non adatti a backpackers, a donne che viaggiano da sole o a viaggiatori alle prime armi. Sapete smentire tale affermazione?

Questo è un tema sempre molto attuale e di cui spesso abbiamo parlato, anche sul blog con un articolo per le donne che vogliono viaggiare da sole in India.Ci sentiamo di smentire questa affermazione, soprattutto per quanto riguarda l’Asia. È un continente adatto a tutti, chi è alle prime armi o una ragazza da sola. Abbiamo conosciuto tantissime ragazze, sia italiane che straniere, anche giovanissime che viaggiavano sole senza aver avuto mai problemi.È la zona ideale per fare le prime esperienze di viaggio da backpacker, perché è più sicura di molte altre zone, ma ovviamente attenzione e buon senso non devono mai mancare, in nessun viaggio. Informarsi sulle zone da evitare, evitare di andare in luoghi isolati da soli di notte, informarsi su usi e costumi del posto per non mancare di rispetto, sono il minimo per viaggiare ovunque nel mondo in sicurezza.

Fermatevi un momento a pensare agli aspetti positivi e negativi che avete vissuto sulla vostra pelle durante il volontariato e durante i vostri viaggi

Per la nostra esperienza sono stati sempre maggiori gli aspetti positivi rispetto ai negativi. Una delle cose che accumuna tutti i luoghi dove abbiamo fatto volontariato è l’amore ricevuto. Un amore incondizionato, umile e sincero. L’abbiamo visto negli occhi di Min Lyn, il signore a cui facevamo fare fisioterapia a Thabarwa, o in quelli di Samina, una ragazza scappata da un marito violento a Calcutta, e anche negli occhioni dolci di Elvis, un cagnolone di cui ci siamo innamorati in Malesia. Sono esperienze che ti cambiano davvero.È chiaro che alcune cose negative ci sono ovunque. È sempre difficile capire fino in fondo certe situazioni, soprattutto se siamo in paesi molto diversi dal nostro. Ad esempio, una delle cose che tutt’ora non ci sono piaciute di Thabarwa è come vengono tenute alcune cliniche, con livelli di igiene diciamo migliorabili. E più volte ci siamo chiesti del perché non sfruttino la forza lavoro dei volontari (a Natale eravamo più di 60) per sistemare o pulire. Purtroppo rimanendo poco tempo non abbiamo avuto modo di confrontarci in modo approfondito con altri volontari o personale. Come dicevamo prima, bisognerebbe andare molto a fondo, capire bene la realtà di un posto,  perché altrimenti si rischia di dare giudizi senza sapere

Giulia descrivici il Paese che ti è rimasto più a cuore e perché. Ale, descrivi il Paese che ti è rimasto più a cuore e perché

Giulia: il mio primo amore è l’India, scoperta nel 2010 e mai lasciata. C’è una sensazione che mi avvolge in India, che mi fa sentire completamente a mio agio, come se fossi a casa. Mi piace tutto, nonostante i mille contrasti e differenze culturali. Ma, devo dire che il Myanmar è entrato a gambe tese nel mio cuore, soprattutto la sua gente così gentile, discreta e sorridente. Sicuramente è uno dei paesi dove vorrei tornare presto.

Ale:senza dubbio il Myanmar. Se devo dire il perché non saprei dare un motivo preciso. È più una sensazione, è un sentirsi a proprio agio, sentirsi a casa, come se vivessi lì da sempre. È un paese incredibile, con una ricchezza storica e culturale da non invidiare a nessuno, e al tempo stesso così complesso e anche problematico.

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