Mi chiamo Roberta e vivo tra la Sardegna, l’Italia e l’Africa orientale, in particolare tra Zanzibar e la Tanzania. Sono una guida turistica e il mio lavoro nasce prima di tutto dall’amore profondo per la mia terra: la Sardegna. Raccontare la mia isola significa raccontare le mie radici, la sua identità più autentica, fatta di tradizioni antiche, mare, silenzi, paesaggi selvaggi e storie tramandate da generazioni.
Accompagnare le persone alla scoperta della Sardegna per me non vuol dire soltanto mostrare luoghi meravigliosi, ma trasmettere emozioni, cultura e il legame profondo che esiste tra il popolo sardo e la propria terra. Dalle coste al cuore più autentico dell’isola, cerco sempre di far vivere esperienze vere, lontane dagli stereotipi turistici, dove la natura, il cibo, la lingua e l’accoglienza diventano parte del viaggio.
Negli anni, il mio percorso mi ha portata anche in Africa orientale, tra Zanzibar e la Tanzania, dove ho ritrovato quella stessa connessione forte con le tradizioni, la comunità e il rapporto autentico con la natura. È stato un incontro che ha cambiato profondamente la mia vita e che mi ha spinta a creare Mama Dunia Travel, un progetto attraverso cui organizzo viaggi esperienziali e tours autentici tra safari, cultura swahili, villaggi locali e oceano Indiano.
Oggi vivo sospesa tra due terre che sento entrambe casa: la Sardegna, che rappresenta le mie radici e la mia identità, e l’Africa, che mi ha insegnato un nuovo modo di vivere il tempo, le relazioni e il viaggio. In entrambi i luoghi porto avanti lo stesso obiettivo: raccontare territori attraverso le persone, le emozioni e le esperienze autentiche.
Parto subito con il chiederti un titolo di un brano musicale e un piatto della tradizione culinaria da provare assolutamente
Come brano sceglierei “Yatapita”, una canzone molto conosciuta in Tanzania il cui significato è “passerà”. È unmessaggio semplice ma potentissimo, perché racconta il modo in cui molte persone in Tanzania affrontano la vita: con resilienza, positività e la capacità di andare avanti anche nei momenti difficili. È una canzone che parla di speranza, di forza interiore e del vivere il presente con leggerezza, ed è proprio questa energia che mi ha fatto innamorare dell’Africa.
Per quanto riguarda il cibo, direi sicuramente l’ugali con nyama choma in Tanzania, un piatto semplice ma profondamente legato alla convivialità e alla tradizione locale. A Zanzibar invece sceglierei il riso pilau, speziato e profumato, simbolo della cultura swahili e delle influenze arabe presenti sull’isola. Sono sapori che raccontano la storia, la cultura e l’anima di questi luoghi
Perchè l’Africa? Cosa ti ha spinta a dire a te stessa che quella è la seconda se non addirittura prima casa?
Il mio incontro con la Tanzania non è stato solo un viaggio, ma un vero richiamo. Quando ho messo piede a Zanzibar per la prima volta ho capito immediatamente che non era soltanto il paradiso tropicale delle cartoline. Ho trovato un mondo vivo, autentico, pieno di umanità e connessioni profonde.
Vivendo a stretto contatto con la realtà locale, imparando anche il kiswahili e costruendo relazioni vere con le persone del posto, ho iniziato a sentire questa terra sempre più parte di me. L’Africa mi ha insegnato a rallentare, a vivere il presente e a dare valore alle cose essenziali. Oggi sento di appartenere sia alla Sardegna che alla Tanzania: sono due parti della mia anima
Cos’è e cosa significa Mama Dunia?
Mama Dunia significa letteralmente “Madre del Mondo”. È un progetto che nasce dal desiderio di creare connessioni autentiche tra culture, persone e territori. Attraverso Mama Dunia organizzo tours esperienziali e percorsi che permettono alle persone di entrare davvero in contatto con i luoghi, andando oltre il turismo classico. Non si tratta solo di vedere posti nuovi, ma di viverli, ascoltarli e lasciarsi cambiare da ciò che incontri.
Vivendo in due Continenti e spostandoti spesso durante l’anno quali consapevolezze in più hai acquisito vivendo in realtà totalmente diverse da quella Italiana ? Dove senti che si fa più vivo il richiamo della parola “casa”?
Vivendo tra realtà così diverse ho imparato che il benessere non coincide necessariamente con ciò che possediamo. In Africa ho trovato una forte connessione umana, il senso della comunità e una capacità di vivere il presente che spesso in Occidente dimentichiamo.
Mi ha insegnato anche il valore dell’ascolto, della semplicità e del rispetto per i ritmi della natura. Oggi la parola “casa” non coincide più con un luogo preciso. Casa è dove riesco a sentirmi autentica e connessa. A volte è una spiaggia della Sardegna al tramonto, altre volte un villaggio in Tanzania pieno di musica, profumo di spezie e sorrisi.
Sei a contatto con tradizioni e culture molto forti tra riti, danze, colori e gestualità del corpo. Mi piacerebbe che tu descrivessi alcuni aspetti di vita quotidiana e tradizioni di una tribù incontrata in Tanzania (o a Zanzibar)
Una delle realtà che mi ha colpita di più e alla quale sono molto legata, è quella Maasai. La loro vita è profondamente legata alla natura, agli animali e al senso di appartenenza alla comunità. Le donne realizzano splendidi gioielli colorati fatti di perline, costruiscono le abitazioni e custodiscono molte delle tradizioni tramandate oralmente. Gli uomini, invece, sono legati alla protezione del villaggio e del bestiame, che rappresenta una ricchezza fondamentale.Le danze tradizionali Maasai sono qualcosa di incredibilmente potente: i salti, i canti e i movimenti del corpo diventano un linguaggio collettivo che racconta forza, identità e spiritualità

Per me, i tours devono raccontare qualcosa e lasciare una impronta marcata alle persone al di là dell’esperienza stessa
I tour che organizzo nascono proprio con questa filosofia: non creare semplici vacanze, ma esperienze che lascino qualcosa dentro . Cerco sempre di portare le persone oltre la superficie: dai villaggi locali ai mercati, dalle esperienze nella savana ai momenti condivisi con le comunità del posto. Ogni itinerario è costruito con attenzione e rispetto, collaborando con guide locali e promuovendo un turismo più consapevole e sostenibile. Il mio obiettivo è che chi torna da un viaggio con Mama Dunia non riporti a casa soltanto fotografie, ma emozioni, consapevolezze e un nuovo modo di guardare il mondo
I miei viaggi uniscono safari, cultura locale, incontri autentici e momenti di connessione vera con il territorio. I gruppi sono volutamente piccoli perché desidero che ogni persona si senta parte di una famiglia e non un semplice turista. Credo profondamente in un modo di viaggiare lento, umano e consapevole, dove l’esperienza non si limita a vedere un luogo, ma diventa un modo per viverlo davvero. Durante i tour cerco sempre di creare un equilibrio tra avventura, scoperta e contatto umano: dai safari nella savana al tramonto agli incontri nei villaggi locali, dai mercati swahili pieni di profumi e colori ai momenti condivisi con le comunità del posto. Mi piace accompagnare le persone dentro la quotidianità reale della Tanzania e di Zanzibar, facendo conoscere tradizioni, musica, cucina, spiritualità e modi di vivere spesso molto diversi dai nostri. Ogni itinerario nasce da esperienze vissute personalmente e da legami costruiti nel tempo con la popolazione locale. Per questo i miei viaggi hanno sempre un’impronta molto autentica e rispettosa del territorio. Non amo il turismo frettoloso o costruito: preferisco lasciare spazio alle emozioni, agli imprevisti belli, agli incontri spontanei e a quei momenti semplici che spesso diventano i ricordi più intensi.
Il mio obiettivo è che chi parte con me torni a casa non solo con fotografie meravigliose, ma con una nuova consapevolezza, con storie da raccontare e con la sensazione di aver vissuto qualcosa di vero.
Tre parole che descrivono per te Sardegna, Zanzibar e Tanzania
Sardegna: radici, identità, appartenenza. Zanzibar: libertà, oceano, emozione. Tanzania: spiritualità, natura, umanità.
Per rimanere aggiornati sui prossimi tour o per una consulenza di viaggio in Africa, scrivete a Roberta su
http://www.mamaduniatravel.com
