Spesso ad un viaggiatore viene posta questa domanda:
come diavolo fai a viaggiare così tanto? Devi avere un sacco di soldi per farlo!
Alessia Piperno é una viaggiatrice che dal 2016 viaggia in gran parte del mondo semplicemente con i suoi risparmi. La sua regola é: viaggia, lavora, risparmia, ripeti. Non ci sono né trucchi né segreti; si può adottare la soluzione di un viaggio tramite workaway o alloggiare gratuitamente tramite couchsurfing ma in entrambi i casi la soluzione più diretta é quella di lavorare sodo e cercare di risparmiare su tutto, al fine di raggiungere un’altra meta. Scegliere mete in cui é possibile avere uno stipendio superiore alla media e visitare a lungo termine paesi economici come il Sud Est Asiatico e l’India può essere una valida soluzione.
Alessia ci racconta la sua grande avventura iniziata nel 2016, quando lascia Roma per viaggiare verso l’Australia . Oggi risponde a questa intervista precisamente da Panama.Tramite le sue parole potremo capire quanto possiamo essere ricchi ogni singolo giorno senza, senza esser milionari!
Mi chiamo Alessia, ho 27 anni, e sono nata a Roma, dove ho vissuto fino ai miei 23 anni.Il mio stile di vita è basato sul lavora-risparmia-viaggia. In questo modo mi posso permettere la vita in viaggio che ormai va avanti da quattro anni.
QUANDO E DOVE é INIZIATA LA TUA AVVENTURA IN GIRO PER IL MONDO? La mia vita in viaggio per il mondo è iniziata già da quando avevo 17 anni. Sono stata in America per sette mesi come exchange student. Quando ho terminato il liceo ho ottenuto un lavoro presso la Disneyworld ad Orlando in Florida dove sono rimasta per altri sette mesi. Sono tornata in Italia per amore. A ventitré anni ho iniziato la mia vera avventura in solitaria nel mondo. L’Australia é stata la prima tappa, e da quel giorno non mi sono più fermata.
DALLE TUE FOTO DI INSTAGRAM HO VISTO CHE HAI PASSATO UN PERIODO DELLA TUA VITA A SAMOA. RACCONTACI DI QUESTA TUA ESPERIENZA
È difficile poter parlare di Samoa in poche righe. È stata una terra che mi ha lasciato senza fiato, per l’esperienze che ho vissuto e per la meravigliosa gente che mi ha accolta a braccia aperte. È una terra incontaminata, dove i locali sono ancora interessati a conoscere i turisti che viaggiano per le loro isole.Non è arrivato il turismo di massa, e da una parte spero che rimarrà così.Ho viaggiato intorno le due isole principali per il primo mese del mio soggiorno. Una natura da toglierti il fiato. La mia vera avventura è iniziata quando ho chiesto ad un pescatore di lasciarmi su un isoletta che si intravedeva dalla riva dell’oceano. Nel piccolo atollo non c’erano strade, dovevo spostare le grandi foglie di piante di banane per farmi spazio nel camminare. Improvvisamente sono arrivata in un grande prato dove c’erano dei bambini a giocare, e appena mi hnno vista hanno cominciato a correre verso la mia direzione.Mi hanno circondata! Chi mi toccava lo smalto che avevo sulle unghie dei piedi, chi mi massaggiava la pelle, e chi accarezzava i capelli. Ho provato una gioia infinita in quel momento. Dopo non molto sono arrivate altre persone, io al centro dell’ attenzione, nonostante nessuno parlasse in inglese.

Fin quando non venne lui. Si chiamava Keli, ed era lo chief, il capo dell’isola che contava 217 persone. Keli camminava sempre a petto nudo, mostrava i suoi tatuaggi maori sul suo petto che gli erano stati incisi quando aveva 18 anni. Keli aveva 57 anni e parlava inglese.Mi invitò a stare nella sua fala,case tipiche di Samoa. Ogni sera richiamava tutto il villaggio attraverso il suono che emetteva soffiando all interno di una grande conchiglia. Rimasi con lui per un mese, mi insegnò tanto, mi sfamava ogni giorno con del riso bianco, e mi trattava come la figlia che non ha mai avuto.
Ho dormito a terra, tutti dormono a terra a Samoa.
Nella piccola isola vivere significa davvero qualcosa di diverso. Non esistono macchine, soldi, negozi, cellulari né televisioni. Per occupare il tempo, la mattina insegnavo gratuitamente nella scuola dell’isola. Non ho firmato alcun contratto per lavorare, a Samoa tutto è semplice.

Mi sono affezionata ai bambini che non parlavano in inglese, ma che in qualche modo riuscivamo sempre a comunicare. Quei bambini non avevano giochi.Si divertivano con semplici cose, e non piangevano quando si sbucciavano un ginocchio. Li ricorderò per sempre come i bambini più felici al mondo,nonostante non avessero niente . Nelle fale non esistono cucine e bagni. Keli cucinava sopra le pietre in spiaggia, bevevamo cacao, e ogni mattina mi portava una pentola piena d’ acqua con la quale potevo lavarmi. Niente saponi.
Tutto nella semplicità più unica al mondo. Samoa è una terra che non potrò mai dimenticare
AUSTRALIA, SAMOA, INDONESIA, INDIA, ISLANDA. COME FAI A FINANZIARE I TUOI VIAGGI? QUALI LAVORI SVOLGI? TI IMPONI UN BUDGET GIORNALIERO?
Non sono una nomade digitale, quindi per poter finanziare i miei viaggi devo lavorare. Ho fatto di tutto:cameriera, receptionist, lavapiatti, contadina, preparato gelati e sistemato gli scaffali di un supermercato. Ho lavorato come guida in un museo di squali in Islanda e come cowgirl in Australia. Non sempre ho svolto impieghi che mi rendessero felice, la maggior parte delle volte non lo ero, ma per poter realizzare i propri sogni bisogna anche sacrificarsi. Non mi impongo un budget giornaliero, bensì la mia vita è molto semplice.Non ho bisogno di grandi cose, mi basta un piccolo pasto in uno street food e un tetto sotto il quale dormire.Altrimenti ho sempre la mia tenda a portata di mano 😀
QUANDO HAI RAGGIUNTO LA PIENA CONSAPEVOLEZZA DI UNA SCELTA MINIMAL? Non sono sempre stata così. Se mi guardo nel passato vedo il mio armadio pieno di vestiti, tanti dei quali hanno ancora l’etichetta attaccata. Ma poi ho scoperto che la felicità non è un atto materiale, bensì qualcosa di più profondo, che a volte si nasconde nella semplicità delle piccole cose
SONO RIMASTA LETTERALMENTE SBALORDITA NEL SAPERE CHE HAI INCONTRATO IL DALAI LAMA, HAI PARTECIPATO ALLE SUE LEZIONI E HAI DORMITO IN UNA COMUNITà DI MONACI TIBETANI. DICCI COSA HA SIGNIFICATO PER TE FARE TUTTO QUESTO. Incontrare il Dalai Lama è stata un altra tappa molto significativa della mia vita. Non sono una persona religiosa, non ricordo nemmeno l’ultima volta che ho pregato. Ma il Buddismo Tibetano non ti insegna nel credere in Dio, bensì a vivere meglio. La voce del Dalai Lama era estremamente calma, e sorrideva più con l’anima che con la bocca. La sua sola presenza mi faceva sentire nel luogo giusto.
VIAGGI DA SEMPRE IN SOLITARIA O C’é QUALCUNO CHE TI HA ACCOMPAGNATO IN QUESTE MERAVIGLIOSE AVVENTURE?
Ho sempre avuto paura di essere da sola. La solitudine era il mostro che tenevo chiuso nell’armadio. Purtroppo la vita mi ha portato ad esserlo più volte durante la mia crescita. Il tempo mi ha insegnato a soddisfarmi della mia compagnia, e ciò mi ha condotto ad aprirmi di più con le persone che incontro nei miei viaggi. Ho viaggiato un periodo per l’Australia in compagnia, sono stata in Indonesia e una parte dell’India con la mia migliore amica. Per il resto, sono andata avanti da sola. Anche se ora mi trovo a Panama, in compagnia del mio nuovo grande amore
DA PAESI TROPICALI ALLA SCELTA DI UN PAESE FREDDISSIMO. COSA TI HA SPINTO A VIVERE PER UN PO’ IN ISLANDA?
L’amore per i miei sogni. Vivere in Islanda è stata una delle esperienze peggiori della mia vita. Una terra meravigliosa, ma che non ho mai sentito mia. Dopo il mio viaggio in Sri Lanka, finii tutti i miei soldi. Facendo una ricerca scoprii che in Islanda ci sono i migliori stipendi europei. Così decisi di andare per poter poi continuare a viaggiare. Lo ricorderò per sempre l’anno più difficile della mia vita. Viaggiare l’Islanda è meraviglioso, ma viverci è un altra cosa. Si combatte con il gelo per tutto l’anno, del sole vi è poca traccia, e per cinque mesi si vive nel totale buio.
DAL 2016 SEI IN GIRO PER IL MONDO NO STOP. C’è UN LUOGO IN PARTICOLARE CHE TI é RIMASTO NEL CUORE Più DEGLI ALTRI? HAI MAI PENSATO TRA TE E TE “é GIUNTO IL MOMENTO DI TORNARE A CASA (IN ITALIA)?
Samoa ovviamente, ma anche l’India. Non sono i posti ad essere speciali, ma sono l’esperienze che ho avuto che li hanno resi magici. No, ancora non sento di tornare e mai ho provato questa esigenza. Sono ancora affamata del mondo
CI STAI RISPONDENDO DA PANAMA. COME SI SENTE ALESSIA QUEST’OGGI, DOPO ANNI IN GIRO PER IL MONDO?
Mi sento viva. Perché la vita non può essere soltanto studia, lavora, sposati, fai figli, lavora e muori. La vita è tua, e sei tu a dare le regole. Mai avrei immaginato di incontrare l’amore, eppure è qui al mio fianco. Non ho piani, lascio che tutto vada come deve andare.
Segui la grande avventura di Alessia su Instagram









