Sono del parere che le piattaforme social e Instagram in particolare siano un potente strumento per creare reali collaborazioni e connessioni. Ho conosciuto Agnese tramite Alessia (@travel.adventure.freedom) e si é creata nel tempo una bella affinità e sinergia. Agnese la vedo quando rientra in Toscana ma ogni qualvolta percepisco l’essenza del Marocco che porta con sé dai suoi viaggi. Ha radici toscane ma con anima berbera e cuore rivolto al mondo.
Sono Agnese, nata a Firenze, ma che da sempre si sente cittadina del mondo. Non tanto perché sono una viaggiatrice di lunga data, ma perché da sempre sono affascinata dallo scoprire culture e tradizioni; sogno un mondo in cui l’essere umano è unito e solidale, si senta parte di un tutt’uno e che ci sia aiuto reciproco.
La vera svolta nella mia vita è arrivata a inizio 2018 quando, dopo anni bui, ho fatto il mio primo viaggio in Marocco. Oltre a rimanere ammaliata da questo paese, man mano che percorrevo i chilometri di strada sentivo di entrare finalmente in connessione con la parte più profonda di me stessa, con la mia essenza, che avevo perso da troppo tempo. Mi sono data la possibilità di perdonarmi e di ascoltarmi davvero, come non avevo mai fatto prima. Ho riscoperto i sogni che avevo da bambina e gli ho dato la possibilità di emergere. Al termine del viaggio, quando ho fatto rientro a Marrakech e poi sarei rientrata in Italia, già sapevo che quello era solo un arrivederci e che il Marocco sarebbe entrato prepotentemente nella mia vita, stravolgendola, e così è stato. Il tempo di rientrare in italia, rimettere insieme i pezzi e dopo pochi mesi ero già a lavoro per quello che poi sarebbe diventato EnjoySahara. Di giorno lavoravo a scuola e di sera, notte e nei weekend lavoravo al mio progetto. Sono ripartita dopo pochi mesi e poi di nuovo e così è nata EnjoySahara, piccola realtà italo berbera d’organizzazione di viaggi personalizzati in tutto il Marocco.
Nemmeno il tempo di cominciare ed è scoppiata la pandemia. A quel punto ho pensato che potesse essere il momento giusto per conoscere in modo ancora più approfondito il Marocco e in quel periodo ho realizzato anche una piccola collezione di tre prodotti tipici della tradizione berbera con alcune donne del villaggio.
Con il tempo ho scoperto che le cose che mi fanno star davvero bene sono le più semplici, come affondare i piedi nella sabbia e ascoltare i suoni della natura, o un pranzo all’aperto da condividere con le persone che amo. Mi piace mettermi a sedere lungo la strada e osservare la vita che scorre. Mi piace ascoltare esperienze di vita, creare connessioni con le persone e creare collaborazioni con altre donne.
Viaggi tra la Toscana e il Marocco, due terre che amo. Quando é nato l’amore per questa terra afro e quando hai capito che questa terra era per te, casa?
Direi che il mio amore viscerale per il Marocco è nato non appena ho messo piede fuori dall’aeroporto, ho sentito da subito di star respirando un’aria diversa, sentivo quell’impulso di dover vedere, scoprire, assaporare; i miei occhi bramavano. Ricordo si essere partita a notte fonda dall’Italia e di essere arrivata a Marrakech poco dopo l’alba, uscita dall’aeroporto sono partita subito in direzione deserto; nonostante la stanchezza, continuavo a guardare dal finestrino e non volevo chiudere nemmeno un occhio per non perdermi niente. L’adrenalina mi ha accompagnata per tutto il viaggio. Il deserto poi è stato uno schiaffo in pieno viso, ti obbliga ad ascoltarti e irrompe con la sua potenza, magia e pura energia. Ho sentito di essere a casa, quando ho capito che lì potevo essere me stessa al 100%, potevo far uscire la mia vera essenza senza paura, mi sono sentita accettata e apprezzata per quello che sono e mi sono sentita molto vicina a questo popolo. Qui sento che esce la miglior versione di me stessa.


Ogni cultura ha il suo fascino, la propria lingua e tradizioni. Cosa ti ha incuriosito della cultura berbera e quali aspetti ti hanno affascinata? Sarei curiosa di leggere alcune parole in berbero
Prima fra tutto mi ha colpito il forte senso di comunità che c’è, non esiste il singolo, ma esiste la famiglia, esiste la comunità, esiste il villaggio. Questo ha i suoi pro e i suoi contro, ma vendendo da una società ormai tutta impostata quasi ed esclusivamente sull’IO come singolo è stata ed è tuttora, ogni giorno una grande lezione di vita.
L’ospitalità è un’altra cosa che mi ha affascinato fin da subito. Mi riferisco sia all’ospitalità che ti danno appena arrivi in una casa, offrendoti sempre un tè, ma anche al fatto che se io ho una cosa, può essere un mandarino, un pacchetto di gomme, o altro si offre sempre e dico sempre alle persone che sono vicine a te.
Stare qui mi ha dato la possibilità di togliere tanto del superfluo, tante cose inutili di cui mi sono accorta in realtà di non aver bisogno. In italia spesso veniamo convinti di aver costantemente nuovi bisogni da soddisfare, di voler avere, di voler aggiungere, di possedere sempre di più. Ho capito che le cose più importanti non sono quelle materiali e i reali bisogni si possono spesso soddisfare con poco.
Il berbero è una lingua che ormai si trasmette quasi ed esclusivamente per via orale, quasi nessuno la sa scrivere e non ha niente a che vedere con l’arabo marocchino, anche l’alfabeto è totalmente diverso. Le parole che mi hanno più incuriosita sono senza dubbio i saluti. Per salutarsi infatti c’è uno scambio di battute molto lungo in cui sostanzialmente ci si chiede come stai e si risponde che va tutto bene e si chiede a casa come va, si risponde nuovamente con tutto bene, usando però sempre parole diverse.
Vivi a Merzouga, un luogo non proprio alla portata di mano per via dei collegamenti e servizi. Come ti senti nel vivere la tua quotidianità in quella città?
La strada per arrivare a Merzouga è molto lunga soprattutto se si parte da una delle città principali, ma posso dire che non mi stanco mai di farla, perché è di una bellezza incredibile, con un cambio di paesaggi e climi stupefacente. Poi si arriva a Merzouga ritrovandosi in pieno deserto. Vivere qui è un misto di emozioni, compromessi, è come un tè alla menta in cui vanno bilanciati bene gli ingredienti. Ho scelto di condurre una vita semplice, quanto più vicina a quella degli abitanti del posto. Merzouga è un luogo estremamente turistico visto la sua incredibile bellezza, ma gli abitanti sono ancora molto radicati alle loro tradizioni e quindi non è difficile poter vivere seguendo usi e costumi. Altrettanto vero è che praticamente nessun occidentale vive qui in pianta stabile. Il deserto è fonte di pace e riconnessione con la tua persona e con i valori fondamentali della vita ma è anche duro soprattutto a livello fisico.


Un riassunto di Enjoy Sahara Tour”, descrivendoci inoltre gli itinerari che proponete
L’idea di EnjoySahara nasce dopo un viaggio in cui ho capito di voler creare un rapporto duraturo con questo paese. Il progetto, inoltre, mi dava la possibilità di fare ciò che aspettavo da tempo, ossia avere una creatura tutta mia e non lavorare per qualcuno, ma CON qualcuno. Siamo infatti un team italo-berbero, assolutamente complementare, senza Said EnjoySahara non potrebbe esistere. Avevo sempre desiderato avere qualcuno con cui collaborare, con cui condividere idee, sogni, responsabilità. Said è Amazigh (berbero) ed è stato nomade fino all’adolescenza, poi crescendo ha cominciato a lavorare nel settore turistico. È una delle persone che stimo di più al mondo, con una grande saggezza e semplicità, paziente e altruista; quindi, il miglior compagno possibile per dar vita a questo progetto.
Organizziamo viaggi personalizzabili in tutto il Marocco, utilizzando fuoristrada 4×4 che sono l’unico mezzo possibile per andare in determinate strade, e comode e sicure per affrontare le lunghe distanze.
Prediligiamo tour privati e non di gruppo, perché non vogliamo imporre la nostra presenza, vorremo che il viaggiatore fosse un ospite discreto, entrando in punta di piedi a contatto con la cultura e scoprendo ciò che offre il paese nella sua unicità e genuinità.


Turismo lento e respondabile: con Enjoy Sahara Tour siamo sulla stessa lunghezza d’onda o sbaglio?
Cerchiamo di promuovere un turismo quanto più responsabile possibile, a volte però parti con un’idea ben precisa e la “mentalità occidentale” ti può fregare in questo, il pensiero del “so io come si fa” non può funzionare qui. Spesso ti scontri con realtà ben diverse, io non volevo e non voglio entrare a gamba tesa, come quella che ha la verità in tasca e imporre il mio pensiero. Penso che si debbano trovare dei compromessi e si cammina spesso su equilibri molto delicati. Faccio solo un esempio e non entro nei particolari per non dilungarmi troppo, ma mi sono scontrata con il problema smaltimento dei rifiuti e ammetto che la prima cosa è stata dire “non si fa così”, bene, ma poi non avevo nessuna opzione alternativa da potergli fornire; quindi, a volte è necessario solo stare zitti e cercare di fare il meglio possibile.
Tornando ai viaggi, sicuramente non promuoviamo determinati luoghi e certe attività in posti a mio avviso non adatti. Scegliamo sempre strutture gestite da locali e a conduzione familiare e spesso andiamo a lavorare con persone di cui conosciamo la storia e che sappiamo di poter fare la differenza nella loro vita.
3 parole che descrivono per te la parola VIAGGIO
SCOPERTA, ASCOLTO, MERAVIGLIA
Grazie a Valentina per avermi dato la possibilità di raccontarmi e grazie a voi che avete letto un po’ della mia storia.
Vi aspetto. Un affettuoso saluto.
Agnese
Scrivi a Enjoy Sahara Tour per avere tutte le informazioni. Se desideri scoprire la vera autenticità del Marocco, loro sapranno cogliere le tue aspettative

